Presentato il bilancio etico-sociale di Adoa

L'mpatto delle attività svolte negli esercizi '21-'22

È stata presentata nei giorni scorsi la seconda edizione del bilancio etico-sociale di Adoa.

Per l’Associazione Diocesana Opere Assistenziali si tratta di un esercizio di rendicontazione sociale, strumento per rafforzare ed ampliare il dialogo con i diversi stakeholder, mettendo in luce valori, attività, performance ed impatto delle attività svolte negli esercizi 2021 e 2022.

Spiega Tomas Chiaramonte, segretario generale di ADOA: «Il bilancio etico-sociale costituisce per Adoa uno strumento di accountability e comunicazione sia interna alla rete di organizzazioni che ne fanno parte che esterna. Il processo è stato svolto nell’ambito di un più ampio progetto che ha coinvolto numerosi enti associati a noi associati ed è stato coordinato dall’equipe di ricerca del Dipartimento di Management dell’Università di Verona diretta dal prof. Giorgio Mion. Il processo di redazione – ed il bilancio che ne scaturisce – si avvale del marchio “ethical social report”, registrato da Adoa».

Quest’ultimo costituisce un progetto di particolare rilievo, poiché finalizzato all’accompagnamento degli enti Adoa nella redazione del proprio Bilancio sociale.

«Il modello di rendicontazione messo a punto – illustra il prof. Giorgio Mion, responsabile scientifico e professore di economia aziendale presso l’Università degli Studi di Verona – prevede l’apprezzamento degli effetti generati secondo 5 dimensioni: capitale economico, capitale umano, capitale relazionale, capitale ambientale e capitale spirituale. Negli anni considerati nel presente documento, gli enti Adoa che hanno partecipato almeno una volta al processo di redazione del bilancio sociale sono stati 18, a cui si aggiunge la stessa Adoa e l’Ufficio Nazionale per la Pastorale della salute della conferenza Episcopale italiana con il suo Bilancio di Missione Pastorale».

«La capacità di essere trasparenti, comunicando l’eticità e la correttezza delle gestioni delle opere della Chiesa, con processi vagliati dalla comunità scientifica, è un tema essenziale per le Chiese in Italia, impegnate nel Cammino Sinodale, perché va di pari passo con la necessità di intensificare nuovi percorsi di corresponsabilità», osserva don Claudio Francesconi, economo della Conferenza Episcopale Italiana.

A conclusione della presentazione è intervenuto anche il Vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili: «Accountability e trasparenza – ha rimarcato – sono due concetti di crescente importanza della vita della Chiesa, soprattutto quando si incrociano relazioni di natura economica che coinvolgono la Comunità di riferimento. Elementi oramai necessari per rafforzare la credibilità delle nostre opere e testimoniarne una rinnovata capacità di buona gestione, innovazione e rigore scientifico».

 

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