Il Consiglio Presbiterale diocesano si è riunito giovedì 13 marzo presso il Seminario maggiore di Verona.
I lavori sono stati introdotti da un momento di preghiera, guidato dal Vescovo.
Mons. Pompili ha preso spunto dal vangelo del giorno e ha offerto una riflessione sul senso della missione della Chiesa: i tre verbi “chiedete… cercate… bussate…” sono il simbolo di tre atteggiamenti che la Chiesa deve saper coltivare con umiltà, per annunciare al mondo la buona notizia della misericordia. La preghiera è stata una felice occasione per un ricordo grato verso papa Francesco, nell’anniversario della sua elezione.
La riunione è proseguita, nella mattinata, con un tempo disteso di ascolto dell’esperienza di una Chiesa sorella. Il Consiglio ha accolto don Flavio Marchesini, presbitero della Diocesi di Vicenza e vicario episcopale per l’evangelizzazione nelle parrocchie riunite in unità pastorali. Da diversi anni don Marchesini si occupa di accompagnare il percorso di creazione e di revisione delle unità pastorali, in un processo che appare più avanzato rispetto a quello veronese. Tra l’altro questo processo è giunto, nel febbraio scorso, a una tappa significativa: un’assemblea diocesana che ha offerto delle linee-guida e degli orientamenti per il futuro.
Don Marchesini ha raccontato, con competenza e passione, il cammino più che trentennale che la sua diocesi ha compiuto. La relazione è stata un’opportunità non tanto di imparare cose nuove, quanto di confrontarsi con una realtà simile alla nostra. Il confronto che ne è seguito ha permesso poi di individuare punti di forza e di debolezza di una proposta pastorale che, per molte ragioni, sembra improrogabile. Particolarmente stimolante è stata la presentazione dei gruppi ministeriali che guidano alcune comunità: si tratta di laici, formati e con un mandato specifico, che guidano al posto del prete qualche ambito della vita pastorale.
Dal dibattito è emerso come il tema delle unità pastorali non sia una novità. Da decenni, anche a Verona si tenta di esplorare questa modalità di organizzazione pastorale, con risultati molto differenziati. Emerge talvolta la difficoltà di intuire come riorganizzare la pastorale dentro un’unità pastorale; d’altro canto, l’accorpamento di più parrocchie sembra sempre più urgente per snellire e rendere più efficace l’evangelizzazione. Certamente il tema tocca non solo le questioni istituzionali e burocratiche – pure importanti – ma anche una nuova modalità di condividere la responsabilità della Chiesa fra ministri ordinati (preti e diaconi) e laici.
Su questi temi si è concentrato il lavoro dei consiglieri nei gruppi di studio del pomeriggio. Ogni gruppo è stato invitato a confrontarsi sugli ambiti pastorali e sulle scelte che potrebbero facilitare questo percorso di unificazione. Come era prevedibile, non è stato possibile individuare soluzioni pronte all’uso, ma è stato interessante scoprire che in molte zone della diocesi gli ambiti della carità e della formazione (catechesi, giovani e animatori) sono quelli più pronti a condividere esperienze di ampio respiro. Il lavoro di riflessione proseguirà nelle prossime sedute, con l’intento di offrire al Vescovo degli elementi che lo aiutino nel discernimento e nelle scelte per la guida della Chiesa veronese.
Vale la pena di sottolineare che, a partire da questa seduta, il Consiglio si è arricchito di una presenza importante. Per la prima volta vi ha preso parte anche Nicolò Ballarini, recentemente eletto moderatore del Consiglio pastorale diocesano. È uno dei membri di diritto del Consiglio e sarà suo il compito di facilitare lo scambio e la sinergia fra i due organismi di partecipazione della Diocesi. La presenza di laici fra i membri del Consiglio è una novità introdotta dallo statuto approvato l’anno scorso. Essa rappresenta un segno concreto di corresponsabilità e un’opportunità per maturare insieme riflessioni e scelte condivise.
Don Paolo Cagnazzo
Segretario del Consiglio presbiterale

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